mercoledì 27 febbraio 2008

Convegno " L'impegno civico dei cristiani per il bene comune "

La Consulta Lombarda UDC
“Mondo Cattolico e Realtà Ecclesiali”
Vi invita al convegno:
"L'impegno civico dei cristiani per il bene comune"
che si terrà
domenica 9 marzo 2008 alle ore 10
(conclusione prevista entro le ore 13)
a Milano presso l'Istituto Maria Consolatrice , in via Galvani 26, angolo via Melchiorre Gioia
Introduce:
Sen. Luca Marconi, Dirigente dell'Ufficio “Mondo Cattolico e Realtà Ecclesiali”
Segue dibattito
Conclude i lavori:
Sen. Rocco Buttiglione, Presidente nazionale dell’UDC

“La Chiesa, dunque, non è e non intende essere un agente politico. Nello stesso tempo ha un interesse profondo per il bene della comunità politica, la cui anima è la giustizia, e le offre a un duplice livello il suo contributo specifico. La fede cristiana, infatti, purifica la ragione e l'aiuta ad essere meglio se stessa: con la sua dottrina sociale pertanto, argomentata a partire da ciò che è conforme alla natura di ogni essere umano, la Chiesa contribuisce a far sì che ciò che è giusto possa essere efficacemente riconosciuto e poi anche realizzato. A tal fine sono chiaramente indispensabili le energie morali e spirituali che consentano di anteporre le esigenze della giustizia agli interessi personali, o di una categoria sociale, o anche di uno Stato (…). Il compito immediato di agire in ambito politico per costruire un giusto ordine nella società non è dunque della Chiesa come tale, ma dei fedeli laici, che operano come cittadini sotto propria responsabilità: si tratta di un compito della più grande importanza, al quale i cristiani laici italiani sono chiamati a dedicarsi con generosità e con coraggio, illuminati dalla fede e dal magistero della Chiesa e animati dalla carità di Cristo”.
(Dal discorso di Benedetto XVI al Convegno Ecclesiale di Verona, 19 ottobre 2006)

domenica 24 febbraio 2008

La nostra posizione su Palazzo Visconti

In relazione al dibattito in corso sul riutilizzo di Palazzo Visconti, la Direzione Politica dell’UDC Saronnone ha deliberato quanto segue.

Premesso
- che il valore storico e culturale di Palazzo Visconti è tale da richiedere una decisione assolutamente ponderata ed adeguata alla sua unicità nel contesto della nostra Città, senza costrizioni in termini di tempo;
-che, d’altro canto, è invece prioritario mettere l’edificio in sicurezza dopo l’incendio provocato dalla seconda “Ciocchina” della storia saronnese, per cui ogni sforzo deve essere fatto per reperire, nel difficile bilancio di quest’anno, le risorse indispensabili per tutti gli interventi necessari a preservare il Palazzo per ogni decisione futura;
-che restano tuttora validi i criteri individuati a suo tempo di portare nel rinnovato Palazzo Visconti una destinazione di tipo pubblico, consono alla qualità dell’edificio e della sua storia, compatibile con la posizione centralissima nella Città nonché con la situazione di (ed, aggiungiamo ora, “leggera” in termini di) usura delle sue storiche strutture (A titolo di esempio era stato ipotizzato il trasferimento della Bibilioteca Civica);
-che la presenza del “privato”, che nella nostra concezione non coincide con il demonio, potrà esserci nella misura di attività collaterali e complementari compatibili, con caratteristiche di ritorno economico per supportare l’attività pubblica principale, come lo è ad esempio il bar annesso alla struttura del Teatro.
- che il progetto di collocazione in tale palazzo di parte delle strutture municipali risponde sicuramente ad alcuni dei criteri sopra indicati ma suscita perplessità (domande) relative alla sua compatibilità complessiva con l’edificio ed il suo intorno, come ad esempio l’inevitabile richiamo quotidiano di un considerevole numero di automobili attraverso un percorso di viabilità già particolarmente carico,

tutto ciò considerato

- la Direzione ha costituito un gruppo di lavoro per approfondire questo argomento in tutti i suoi possibili aspetti affinchè, come detto all’inizio, si possa affrontare questa responsabilità storica di scelta per la nostra Città in totale serenità e convinzione;
Poiché tale percorso è attualmente in atto anche in altre forze di maggioranza, il nostro risultato sarà successivamente discusso per poter essere condiviso al fine di presentare alla Città una proposta comune alla attuale maggioranza per la discussione con tutte le forze politiche saronnesi per addivenire, se possibile, ad una decisione finale il più largamente condivisa.
.

La mozione sulla Mapensa che abbiamo presentato in Consiglio Comunale

L’UDC saronnese in sintonia con le deliberazioni del Comitato Regionale UDC della Lombardia e dei Comitati Provinciali UDC di Varese, Bergamo, Milano, Monza e Novara,

premesso che:

le recenti iniziative assunte dal Governo sull' Alitalia destano preoccupazione e forte allarme sociale per le conseguenti ripercussioni economiche ed occupazionali sull'aeroporto di Malpensa ;
l’Alitalia versa da anni in una grave situazione di disagio che ne ha compromesso le potenzialità di autonomo sviluppo ed ha provocato nel tempo diversi interventi di sostegno da parte del Tesoro che ne è azionista di riferimento, sia nella forma dell’aiuto di Stato, sia successivamente in quella del prestito dell’azionista;
in base alla normativa europea che tutela la concorrenza ed il funzionamento del mercato non sono possibili ulteriori interventi pubblici;
è mancata un’efficace strategia di costruzione di un sistema aeroportuale integrato a sostegno della Alitalia stessa e della funzione di hub attribuita agli aeroporti di Fiumicino e di Malpensa;
i dati relativi all’aeroporto di Malpensa indicano una crescita costante;
da gennaio a luglio 2007 Malpensa ha registrato un incremento di passeggeri del 9,2%, trend di crescita che consentirebbe di passare da 21 milioni di passeggeri del 2006 ad oltre 23 milioni nel 2007;
per il trasporto delle merci, la domanda sempre più in aumento da parte delle imprese, determinata sia dal processo di internazionalizzazione che dall’interesse verso nuovi mercati, ha registrato nel primo semestre 2007 una crescita del 23% che ha fatto vincere a Malpensa il premio «Air cargo of excellence» 2007 per la qualità dei servizi erogati;
sin dal 1993 il Consiglio europeo ha considerato Malpensa un’infrastruttura chiave nel sistema dei grandi hub europei e lo scalo varesino costituisce un nodo di cerniera fra i tre corridoi pluri-modali del nostro Paese nell’ambito delle reti TEN;
l’aeroporto di Malpensa e` il quinto hub d’Europa con 38 destinazioni servite;
cresce il numero delle aviolinee di tutto il mondo che frequentano l’aeroporto di Malpensa ed il volume di traffico che esso intermedia;
si aprono nuove rotte cargo su scali come Taipei, Abi Dhabi e Kuala Lumpur con la presenza dei maggiori operatori internazionali fra i quali ricordiamo Cathay Pacific, Korean, China Airlines, Etihad, Nippon Cargo, Fedex eccetera;

Considerato che
il sistema aeroportuale italiano è probabilmente il più aperto di Europa e consente con facilità il trasferimento di traffico dagli aeroporti nazionali verso hub situati in altri Paesi stranieri per le connessioni intercontinentali;
la situazione dell'Alitalia si è ulteriormente aggravata per l’incapacità decisionale manifestata dall’attuale Governo che ha perso un anno di tempo con una gara internazionale destinata al fallimento, perché non basata su realistici e trasparenti criteri di mercato;
a seguito di ulteriori presentazioni di offerte da parte di Air France e Air One, il Governo con una procedura poco trasparente, della quale nessuno ne conosce i dettagli, ha scelto quale migliore offerta quella presentata da Air France;
il Paese ha sostenuto costi molto importanti di investimento per fare di Malpensa un grande aeroporto intercontinentale con funzioni di hub;
l’aeroporto di Malpensa offre occupazione a 12.800 addetti che salgono a 80.000 con l’indotto ed ha una funzione trainante per tutta l’economia lombarda ed italiana;
non è possibile e giusto rinunciare all’investimento fatto da tutto il Paese e dalla regione Lombardia sull’aeroporto di Malpensa che ha tutte le condizioni per risultare positivo e vincente sul mercato,


Tutto ciò premesso il comitato regionale UDC della Lombardia, i comitati Provinciali UDC di Bergamo, Milano, Monza, Varese, Novara il Gruppo Consigliare dell’UDC, in relazione ai pericoli di depauperamento della economia del territorio saronnese e del suo interland, direttamente interessati al mantenimento di Malpensa come hub di collegamento da e per l’Europa

chiede

una graduale dismissione degli slot Alitalia al fine di facilitare il subentro di nuove compagnie al fine di non ridurre i volumi di traffico;
l'attivazione di idonei ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori, anche precari, delle società operanti con l'aeroporto di Malpensa;
un deciso intervento nel proseguimento dei lavori di infrastrutturazione del sistema logistico, di cui Malpensa è uno snodo fondamentale, tale da essere collegato in maniera ottimale con la rete stradale e ferroviaria in una ottica intermodale;
un coinvolgimento degli Enti Locali nei processi decisionali riguardanti le sorti dell'aeroporto di Malpensa;
la costituzione di un tavolo, guidato dalla regione Lombardia, per definire una piattaforma di sviluppo aeroportuale della Lombardia e del Nord-Italia;
una piena attuazione del Piano Nazionale degli aeroporti in Italia;
l'emanazione di un decreto legge che affidi ad Enav con il coinvolgimento delle regioni interessate, l'assegnazione degli slot, secondo criteri di trasparenza, terzietà ed imparzialità, condizioni necessarie a garantire le migliori esigenze di mercato, dando applicazione al regolamento europeo CEE 95/93 e successive modificazioni.


Il Gruppo Consigliare UDC

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI AI PARTECIPANTI ALL'INCONTRO PROMOSSO DALL'INTERNAZIONALE DEMOCRATICA DI CENTRO E DEMOCRATICO CRISTIANA

Sala degli Svizzeri, Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo Venerdì, 21 settembre 2007

Signor Presidente,onorevoli Parlamentari,distinti Signore e Signori!
Sono lieto di accogliervi durante i lavori del Comitato Esecutivo dell’Internazionale Democratica di Centro e Democratico Cristiana e desidero, anzitutto, rivolgere un cordiale saluto alle numerose Delegazioni presenti, che provengono da tante nazioni del mondo. Un particolare saluto dirigo al Presidente, On. Pier Ferdinando Casini, e lo ringrazio per le cortesi parole che mi ha rivolto a nome dei presenti. La vostra visita mi dà l’opportunità di offrire alla vostra attenzione alcune considerazioni su valori e ideali che sono stati forgiati o approfonditi in maniera decisiva dalla tradizione cristiana in Europa e nel mondo intero.
So che voi, pur nella varietà delle vostre provenienze, condividete non pochi dei suoi principi, come ad esempio la centralità della persona ed il rispetto dei diritti umani, l’impegno per la pace e la promozione della giustizia per tutti. Voi fate pertanto riferimento a principi fondamentali, che sono tra loro correlati, come dimostra l’esperienza della storia. Quando, in effetti, i diritti umani sono violati, è la stessa dignità della persona ad essere ferita; se la giustizia vacilla, la pace è in pericolo. D’altra parte, la giustizia, dal canto suo, può dirsi veramente umana, solo se la visione etica e morale sulla quale si fonda è centrata sulla persona e sulla sua inalienabile dignità.
Onorevoli Signori e Signore, la vostra attività, che si ispira a tali principi, oggi è resa ancor più difficile dal clima di profondi mutamenti che vivono le nostre comunità. Per questo vorrei ancor più incoraggiarvi a proseguire nello sforzo di servire il bene comune, adoperandovi a far sì che non si diffondano, né si rafforzino ideologie che possono oscurare o confondere le coscienze e veicolare una illusoria visione della verità e del bene. Esiste, ad esempio, in campo economico una tendenza che identifica il bene con il profitto e in tal modo dissolve la forza dell’ethos dall’interno, finendo per minacciare il profitto stesso. Alcuni ritengono che la ragione umana sia incapace di cogliere la verità e, pertanto, di perseguire il bene corrispondente alla dignità della persona. C’è poi chi valuta legittima l’eliminazione della vita umana nella sua fase prenatale o in quella terminale. Preoccupante è inoltre la crisi in cui versa la famiglia, cellula fondamentale della società fondata sul matrimonio indissolubile di un uomo e di una donna. L’esperienza dimostra che quando la verità dell’uomo è oltraggiata, quando la famiglia è minata nelle sue fondamenta, la pace stessa è minacciata, il diritto rischia di essere compromesso e, come logica conseguenza, si va incontro a ingiustizie e violenze.
C’è un altro ambito che a voi sta a cuore ed è quello della difesa della libertà religiosa, diritto fondamentale insopprimibile, inalienabile ed inviolabile, radicato nella dignità di ogni essere umano e riconosciuto da vari documenti internazionali, fra i quali, anzitutto, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. L’esercizio di tale libertà comprende anche il diritto di cambiare religione, che va garantito non soltanto giuridicamente, bensì pure nella pratica quotidiana. La libertà religiosa risponde, infatti, all’intrinseca apertura della creatura umana a Dio, Verità piena e Bene sommo e la sua valorizzazione costituisce un’espressione fondamentale di rispetto della ragione umana e della sua capacità di verità. L’apertura alla trascendenza costituisce una garanzia indispensabile per la dignità umana perché ci sono aneliti ed esigenze del cuore di ogni persona che solo in Dio trovano comprensione e risposta. Non si può pertanto escludere Dio dall’orizzonte dell’uomo e della storia! Ecco perché va accolto il desiderio comune a tutte le tradizioni autenticamente religiose di mostrare pubblicamente la propria identità, senza essere costretti a nasconderla o mimetizzarla.
Il rispetto della religione contribuisce, inoltre, a smentire il ripetuto rimprovero di aver dimenticato Dio, con cui alcune reti terroristiche cercano pretestuosamente di giustificare le loro minacce alla sicurezza delle società occidentali. Il terrorismo rappresenta un fenomeno gravissimo, che spesso arriva a strumentalizzare Dio e disprezza in maniera ingiustificabile la vita umana. La società ha certo il diritto di difendersi, ma questo diritto, come ogni altro, va sempre esercitato nel pieno rispetto delle regole morali e giuridiche anche per quanto concerne la scelta degli obiettivi e dei mezzi. Nei sistemi democratici l'uso della forza non giustifica mai la rinuncia ai principi dello stato di diritto. Si può, infatti, proteggere la democrazia minacciandone le fondamenta? Occorre dunque tutelare strenuamente la sicurezza della società e dei suoi membri, salvaguardando tuttavia i diritti inalienabili di ogni persona. Il terrorismo va combattuto con determinazione ed efficacia, nella consapevolezza che, se il male è un mistero pervasivo, la solidarietà degli uomini nel bene è un mistero ancor più diffusivo.
La dottrina sociale della Chiesa Cattolica offre, al riguardo, elementi di riflessione utili per promuovere la sicurezza e la giustizia, sia a livello nazionale che internazionale, a partire dalla ragione, dal diritto naturale ed anche dal Vangelo, a partire cioè da quanto è conforme alla natura di ogni essere umano ed anche la trascende. La Chiesa sa che non è suo compito far essa stessa valere politicamente questa sua dottrina: del resto suo obbiettivo è servire la formazione della coscienza nella politica e contribuire affinché cresca la percezione delle vere esigenze della giustizia e, insieme, la disponibilità ad agire in base ad esse, anche quando ciò contrastasse con situazioni di interesse personale (cfr Deus caritas est, 28). In questa sua missione, la Chiesa è mossa dall’amore per Dio e per l’uomo e dal desiderio di collaborare con tutte le persone di buona volontà per costruire un mondo dove vengano salvaguardati la dignità e i diritti inalienabili di tutte le persone. A quanti condividono la fede in Cristo, la Chiesa chiede di testimoniarla oggi, con ancor più grande coraggio e generosità. La coerenza dei cristiani è infatti indispensabile anche nella vita politica, perché il “sale” dell’impegno apostolico non perda il suo “sapore” e la “luce” degli ideali evangelici non venga oscurata nella loro azione quotidiana.
Onorevoli Signori e Signore, grazie ancora una volta per questa vostra gradita visita. Mentre formulo fervidi voti per il vostro lavoro, assicuro un ricordo nella preghiera perché Iddio benedica voi, le vostre famiglie e vi ottenga saggezza, coerenza e vigore morale per servire la grande e nobile causa dell’uomo e del bene comune.

La Famiglia al centro della società. Anche a Saronno

L'’UDC di Saronno ringrazia gli elettori che le hanno rinnovato la fiducia dando il loro voto ai nostri due candidati che si sono presentati alle Elezioni Provinciali dello scorso mese di giugno. Un ringraziamento particolare a Cesare Cenedese, Consigliere Comunale, e a Giacomo Palumbo, membro del Direttivo saronnese, per il loro impegno.
Con il mese di settembre ricomincia in pieno l’attività politica, anche a livello cittadino.
E con la nuova stagione politica l’UDC cittadina vuole ancora una volta richiamare l’attenzione dei cittadini saronnesi, delle forze politiche presenti in città ed in particolare quelle facenti parte della maggioranza, su uno dei problemi fondamentali della nostra società: la difesa della famiglia così come è riconosciuta dalla Costituzione Italiana, all’art. 29 (che recita “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”) ed in particolare nei modi indicati dall’art. 31 “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”.
È chiaro che l’imput maggiore deve venire da istituzioni ben più importanti del singolo Comune, quali Stato e Regioni, ma anche a livello cittadino si può agire nel’ambito delle proprie prerogative, indirizzando le proprie scelte politiche-amministrative attraverso lo strumento del bilancio di previsione.
L’approccio a questo problema, comunque, non deve essere di tipo statalista e assistenzialista, due piaghe che feriscono in profondità la famiglia, che non avrà mai da essi la dignità ed i riconoscimenti che merita.
Le politiche familiari devono essere lungimiranti, ad ampio respiro, integrate e non dettate dall’emergenza, dal caso pietoso o da una ottica riparatoria dei casi limite.
Le politiche familiari devono avere per tutte le famiglie il carattere di sostegno e di autentica prevenzione per impedire che una famiglia scivoli nella fascia di povertà o diventi problematica.
La povertà, che è tema gravissimo a cui tutti siamo sensibili, non va affrontata con le politiche familiari, bensì con politiche specifiche di lotta alla povertà, che sono un’altra cosa.
Un’autentica politica familiare non può che essere sostenuta e promossa da una corretta politica sociale che riconosca l’insostituibile funzione di mediazione svolta dalla famiglia, oggi frequentemente considerata solo come una somma di bisogni, per ognuno dei quali attuare singoli ed autonomi interventi di sostegno: la politica familiare non deve risultare la sommatoria di una pluralità - il più delle volte non coordinata - di politiche sociali rivolte agli individui.
A questo riguardo noi proponiamo che fin da oggi la maggioranza cominci a pensare a come riconoscere, proteggere, incoraggiare le famiglie saronnesi, soprattutto quelle giovani e quelle numerose.
Proponiamo quindi che nell’affrontare la preparazione del bilancio di previsione cittadino per l’anno 2008, l’Amministrazione Comunale compia ogni sforzo possibile per agevolare la Famiglia nell’ambito delle proprie prerogative:
· sistema di tariffazione dei servizi e sistema fiscale locale più equo per affrontare le disparità in essere tra famiglie monoreddito e bi-reddito in tema di carichi familiari;
· sistema di tariffazione dei servizi e sistema fiscale locale più equo per le famiglie numerose per cui, a parità di reddito, chi ha figli da mantenere paghi meno tasse di chi non ne ha;
· istituzione di servizi non per la famiglia, ma con la famiglia e le Associazioni familiari, basato sul principio di sussidiarietà, quali:
- servizi verso le giovani coppie (asili nido, servizi mense, ecc.), anche allo scopo di conciliare i tempi della famiglia con i tempi di lavoro;
- servizi a favore degli anziani (assistenza domiciliare, pasti pronti, pulizie, ecc.);
Inoltre proponiamo che particolari agevolazioni e servizi siano poste in essere a favore di quelle famiglie che continuino ad accogliere al loro interno quei soggetti che per età o malattia siano bisognosi di cure ed assistenza continua.

Elezioni 2006. Ringraziamento agli elettori

L’U.D.C. di Saronno rivolge ai propri elettori saronnesi un vivo ringraziamento per il voto espresso a suo favore nella recente tornata elettorale, che con il raggiungimento del 6,5% alla Camera ed il 6,00% al Senato, ha fatto registrare quasi un raddoppio dei voti rispetto alle elezioni regionali ed un risultato triplicato rispetto al 2001.
La fiducia riposta nel nostro partito è frutto della coerenza, dimostrata nel tempo, nel perseguire la difesa dei più importanti valori dell’uomo: la vita sin dall’embrione, la libertà di educazione e la famiglia. Verso tali valori si è sempre impegnato a fondo l’amico on. Luca Volontè, appartenente al nostro territorio che, anche per tali caratteristiche, è stato riconfermato alla Camera e al quale auguriamo buon lavoro.

Elezioni amministrative 2006

Il nostro motto io c’entro è un chiaro invito alla partecipazione, in senso generale, alla vita socio- economica del proprio Paese, partendo dal dovere primario: esprimere il proprio voto andando a votare!
L’U.D.C. ed il suo leader Pier Ferdinando CASINI, che anche gli avversari ritengono un volto sicuramente affidabile, hanno fiducia nella maturità degli elettori, che sapranno dare il loro voto con lungimiranza.
Il nostro è il partito dei moderati per eccellenza, noi preferiamo i toni pacati anche nella controversia e siamo sinceri. I punti del programma della Casa delle Libertà che noi prediligiamo sono i seguenti.
In prima istanza vi è la riscoperta e difesa dei valori della vita, argomenti che alla sinistra non interessano, con riferimento alla tutela della famiglia, dei figli, della scuola e del lavoro.
Per quanto riguarda la famiglia, siamo per quella tradizionale intesa come comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna – in evidente contrasto con le ipotesi della Sinistra che vuole aprire a nuove forme di unioni – e proponiamo il quoziente familiare che significa più figli e meno tasse, il che potrebbe anche incentivare le nascite per difendere l’italianità del nostro Paese.
Collegata strettamente vi è la necessità di sostenere le giovani famiglie, i pensionati e gli studenti nel garantirsi un alloggio dignitoso con una politica della casa appropriata, ed anche con la difesa del potere di acquisto dei consumatori contro gli aumenti ingiustificati dei prezzi e le contraffazioni.
Sul fronte dell’economia denunciamo le grandi responsabilità della Sinistra per la questione energetica, nella quale specie in passato ha bloccato il nucleare con strumentalizzazioni retoriche, mentre ora boicotta soluzioni innovative per l’energia nel Lazio ed in Sardegna; per non parlare di chi c’è dietro ai boicottaggi dei TAV voluti in tutta Europa.
Il nostro partito, al quale non possono non far riferimento i moderati – specie se cattolici, ma non solo – è in prima linea per salvaguardare la sicurezza dei cittadini . Occorre contrastare il permissivismo dilagante, frutto di una politica della Sinistra che è arrivata alla richiesta del sei politico e che ora mette in lista no-global e disubbidienti. La necessità di una ordinata e serena convivenza civile è tanto più importante in un momento storico come l’attuale nel quale è indispensabile la ricerca di una integrazione multiculturale. Bisogna accogliere gli immigrati, ma al tempo stesso difendere con la massima determinazione la nostra identità, che ha radici cristiane ed è patrimonio di tutti, credenti e non.
Infine siamo per una società solidale e quindi occorre incrementare le pensioni minime, agevolare le persone oltre i 70 anni, libri scuola gratuiti per i ceti familiari meno agiati sino alla fine della scuola dell’obbligo. Per l’appuntamento elettorale che ci attende ricordiamo che il voto va espresso solo con una croce sul simbolo prescelto, senza indicare preferenze